Tè, pasticcini e “Le Stanze Buie”

Come da tre settimane a questa parte, l’appuntamento della Domenica è dedicato ad un “tè virtuale” con una blogger di talento.

Questa volta il tè è stato reale, infatti io e Francesca di Piccolo Sogno Antico
ci siamo incontrate qualche giorno fa in una sala da the molto conosciuta della nostra zona. Eh già, alle volte le blogger abitano vicino. Esatto, fino ad un anno fa, infatti,
Francesca ed io eravamo quasi “vicine di casa” ma è stato il mondo dei blog a farci incontrare nella vita reale.
Adesso lei vive a Roma ma durante il nostro incontro abbiamo persino scoperto di aver frequentato lo stesso Liceo e la stessa Università 😀


Davanti a due tazze di tè fumanti e ad un vassoio di prelibati pasticcini e biscottini
abbiamo chiacchierato sull’uscita del suo primo romanzo “Le Stanze Buie”.
Per chi non conoscesse il suo blog, all’interno si possono trovare consigli e recensioni di tutti i libri che Francesca ha letto e credetemi sono davvero tanti ed uno più affascinante dell’altro. Pensate che anche mia mamma, appassionata lettrice, trovava Piccolo Sogno Antico una fonte inesauribile di idee per l’acquisto di libri da leggere.


“Le Stanze Buie” edito da Mursia è per Francesca un sogno che si realizza: 
vedere pubblicato un libro scritto con le sue mani.
Io, che sono curiosa per natura quando si tratta di persone che “raggiungono l’obiettivo della loro vita”, l’ho tempestata di domande, poverina 😉
ma l’ho fatto con lo scopo di raccontarvi al meglio quanto si cela dietro questo romanzo.

Iniziamo dalla trama:

Torino, 1864. Un impeccabile maggiordomo di città viene catapultato nelle Langhe: per volere testamentario di un lontano zio, suo protettore, dovrà occuparsi della servitù nella villa dei conti Flores. Il protagonista si scontra così con il mondo provinciale completamente diverso da quello dorato e sfavillante dell’alta società torinese e con le abitudini dei nuovi padroni e dei loro dipendenti. Nella casa ci sono un conte burbero, una donna eccentrica e anticonformista, ma anche sola e infelice, un cameriere dalla doppia faccia e una vecchia che sa molte cose, ma soprattutto c’è una stanza chiusa da anni nella quale non si può assolutamente entrare. A partire da questo e da altri misteri il maggiordomo si troverà, suo malgrado, a scavare nel passato della famiglia per scoprire segreti inconfessati celati da molto tempo e destinati a cambiare per sempre la sua vita.

Perchè proprio Torino e le Langhe per la tua ambientazione?

Torino è una città bellissima che conosco molto bene perchè fa parte della mia infanzia. Ci vivono i miei zii e già da piccola era per me un rito passeggiare sotto i portici della città in lungo ed in largo. Le Langhe sono una zona stupenda, ricca di mistero…cercavo proprio un luogo del genere per ambientare la mia vicenda, le Langhe sono speciali anche avvolte dalla nebbia.

Ma le Langhe non ti erano famigliari, come hai fatto a pensare di usarle come “set”?

Sono partita, trascinandomi dietro il fidanzato ed armata di macchina fotografica.
Mi avranno presa per matta mentre mi vedevano per strada a fotografare 
di tutto, anche le pensiline della stazione!
Le Langhe hanno superato le mie aspettative sono un posto davvero meraviglioso

Come si immagina guardando la copertina, il protagonista 
è questo maggiordomo dai guanti bianchi..

Sì, la copertina mi piace moltissimo, è così perfetta nei colori ..ho scelto io l’immagine perchè ben rappresenta, appunto, il maggiordomo.
L’idea di rendere protagonista del mio libro un maggiordomo arriva da uno dei film che ho amato di più “Quel che resta del giorno” con Anthony Hopkins nel quale si racconta proprio la vita di un maggiordomo. 

Quanto tempo hai impiegato per scrivere “le Stanze Buie”?

Circa 10 mesi, più volte avevo iniziato a scrivere storie ma non ero mai soddisfatta.
Ho scritto la sera, dopo il lavoro, per me è stata una vera e propria valvola di sfogo.

E’ vero che per poter vedere pubblicato un libro, a volte bisogna accettare anche di riscriverlo su indicazioni fornite dalla casa editrice?

Non so, nel mio caso non è successo, solo qualche piccola variazione o correzione ma
“Le Stanze Buie” è esattamente come l’ho scritto io.

Cos’hai provato quando hai ricevuto la fatidica telefonata in cui ti comunicavano 
che erano interessati al tuo romanzo?

Ero al settimo cielo, una sensazione indescrivibile, un sogno che si realizza, finalmente avevo superato la mia paura più grande: che non venisse mai pubblicato.


Bene, i pasticcini sono finiti, Francesca  firma la mia copia del suo romanzo ed è ora di tornare ai nostri blog!
Se siete curiosi e volete acquistare “Le Stanze Buie” potete farlo online su